
La costruzione del futuro di una città passa attraverso scelte legate alla trasformazione urbanistica, alla realizzazione di grandi opere, al decoro e alla cura dei servizi strategici per la comunità. Insieme a tutto questo sono convinto che ci debba essere un riferimento forte anche ad altro, ovvero ad un sistema di valori che sono fondanti delle nostre città e del nostro vivere insieme. Concetti, convinzioni e atteggiamenti da cui luoghi come quelli in cui viviamo non possono prescindere. In riferimento a tutto ciò il tema della sicurezza e dell’integrazione è diventato quanto mai strategico e noi lo abbiamo affrontato con buon senso, umanità e capacità di innovarsi.
Per sicurezza intendiamo una visione a 360 gradi della città e dei cittadini in modo da garantire sia all’una che agli altri la difesa da fatti e atti criminosi.
Il termine sicurezza si declina anche per i diritti: al lavoro, alla casa, alla salute e all’assistenza.
Per garantire sicurezza e diritti sono coinvolte le forze dell’ordine a l’ordine pubblico, naturalmente anche la Polizia Locale, che durante la mia amministrazione è stata riorganizzata con l’integrazione di personale e servizi mirati ai quartieri.
Inoltre ho voluto fortemente istituire la figura del Security manager (Giampaolo Dotto), poliziotto in pensione che lavora a stretto contatto con me e con il territorio attraverso i Consiglio di Zona e le comunità straniere.
In questi mesi ha lavorato in collegamento con le forze dell’ordine, ha incontrato cittadini, rappresentanti delle comunità straniere e mi ha affiancato in diverse valutazioni legate al tema della sicurezza come nel caso di alcuni fatti di cronaca e nelle scelte su ordinanze sugli esercizi commerciali e sulla movida.
Intanto la Polizia locale, grazie all’inserimento di nuovi agenti fino a raggiungere il completamento della pianta organica, cosa che non avveniva da diversi decenni, ha strutturato e avviato un articolato servizio di prossimità in tutti i quartieri cittadini. Ogni giorno 48 agenti in turni mattutini e pomeridiani compiono percorsi specifici in strade e piazze per parlare con le persone, individuare criticità e raccogliere segnalazioni su varie questioni attinenti a comportamenti illegali o contrari al quieto vivere della comunità.
Livorno è da sempre città dell’integrazione, per la storia della sua fondazione e per le Leggi Livornine che concedevano a tutti i mercanti stranieri (di qualsiasi nazionalità) che si fossero trasferiti a Livorno, un’ampia serie di privilegi ed immunità.
Questo sistema di integrazione ormai parte integrante della città, ha permesso di accogliere dal 2022 le navi dei migranti, diventando “porto sicuro”.
Da quel momento il porto di Livorno, insieme a pochi altri nel nostro Paese, è un punto di riferimento delle operazioni di salvataggio dei migranti. La comunità livornese con la cabina di regia della Prefettura e con il supporto della Regione Toscana con il presidente Giani, le assessore Monni e Spinelli, il consigliere Gazzetti, ha saputo creare un sistema efficiente e strutturato per accogliere chi, dopo viaggi drammatici e rischiosi, viene salvato in mare e sbarca sulla terraferma.
Tutti lavorano in maniera sinergica, collaborando e dividendosi i compiti con professionalità e umanità. Livorno è tornata ad essere un luogo dove nessuno è straniero e tutti possono costruirsi un’esistenza degna, cancellando il dolore e rendendo concrete le speranze.